Stagione 2019/20

STAGIONE TEATRALE 2019/20
“LA DOMENICA A TEATRO”

Un teatro è vivo solo se è produttivo, se lascia sul territorio un’atmosfera creativa e una ricaduta, se sa mettere in campo energie e prospettive nuove. Un teatro vero non può limitarsi ad avere una stagione teatrale, piuttosto deve sapere attivare percorsi formativi solidi ed ambiziosi. Sia che lo si pratichi, sia che si assista alla rappresentazione, il teatro è un’esperienza unica, emozionale, educativa e talvolta persino terapeutica. Il teatro educa alle emozioni e diventa un prezioso strumento di crescita, sia per l’attore che per lo spettatore. “Un teatro per tutti”, vuole esprimere un’attenzione specifica verso il pubblico, di qualsiasi età e di qualsiasi provenienza culturale.

Domenica 13 e 20 ottobre
CONSORZIO TEATRO IRPINO
Presenta PAOLO CAPOZZO – ANGELA CATERINA – MAURIZIO PICARIELLO – VINCENZO ALBANO
in LU CUNTO DE LO RE ‘MBALSAMATO
(An Irpinia dark tale)
scritto e diretto da PAOLO CAPOZZO

“Lo cunto de lo re ‘mbarzamato”, scritto e diretto di Paolo Capozzo, è la prima produzione del neonato Consorzio Teatro Irpino.
Si tratta di un divertente thriller “politico” ambientato in Irpinia, che racconta di una cospirazione ordita ai danni del re, in cui gli interessi personali dei vari dignitari del regno e le “questioni di stato” si intrecciano indissolubilmente, disegnando una fitta trama di bugie e colpi di scena, da cui alla fine emergerà la verità insospettabile.
I colori del dialetto usato in scena (una sorta di gramelot irpino) donano allo spettacolo i toni della favola popolare, il cinismo criminale dei suoi protagonisti conferisce alla storia un sapore noir, la condizione della nostra realtà socio-politica è lo specchio dentro cui questa vicenda si rimira … e rende comico il tutto.


Domenica 10 novembre
QUELLI CHE… IL TEATRO
Presenta GROSSI AFFARI IN FAMIGLIA
di M. Lanzuise e R. Verde
regia CIRO RUOPPO

Storia di eredità e inganni: un fratello ingrato e una sorella ingorda mirano all’eredità di un uomo malato, non deambulante e distratto dalla badante straniera che d’accordo con il fidanzato delinquente prova a convincere il vecchio a lasciare tutto alla stessa badante che si finge innamorata e premurosa. Equivoci, travestimenti ed altro rendono lo spettacolo frizzante e comico su un tema che interessa un po’ tutte le famiglie.


Domenica 24 novembre e 01 dicembre
TEATRO D’EUROPA
Presenta SASA’ TRAPANESE e ANGELA CATERINA
in TUTTO IL MONDO E’ UN PALCOSCENICO
di A. Caterina
regia LUIGI FRASCA

Pensiero positivo e pensiero negativo. “Mezzo pieno ”e“ mezzo vuoto”: due modi di considerare il teatro. Ambientato in un Teatro di periferia. Due attori a confronto. Lei attrice giovane piena di entusiasmo con la sua creatività visionaria, fiduciosa e piena di speranza. Lui l’alter ego attore consumato, smarrito privo di idee nuove, ma solo ancorato ai ricordi e a rievocare la gloriosa carriera. Un “Canto del cigno” che si arricchisce di speranza e che considera l’attuale crisi del Teatro come un passaggio temporale e necessario, il cui futuro è ancora tutto da vivere. Un’occasione per i due personaggi di rievocare importanti monologhi “cavalli di battaglia” della loro carriera.


Domenica 08 e 15 dicembre
TEATRO D’EUROPA e ARTETECA TEATRO
Presenta EUGENIO CORSI, ANGELA CATERINA, CARLO MARIA TODINI e LUIGI FRASCA
in PIAZZA LIBERTÀ
di E. Corsi
regia CARLO MARIA TODINI

Atto unico scritto da Eugenio Corsi e con la regia di Carlo Maria Todini, è uno spettacolo incentrato sugli ultimi vent’anni che hanno caratterizzato la realtà del capoluogo irpino. Dai cantieri aperti e mai chiusi passando attraverso la politica, il pettegolezzo, il mal costume ed il provincialismo dilagante offre una visione a 360 gradi di una realtà in cui anche il paventato cambiamento stenta a decollare.


Domenica 22 dicembre ore 19.30
NAPOLINCANTO – LA COMPAGNIA STABILE DEL SALONE MARGHERITA
Presenta LUCIANO CAPURRO – PAOLO NNERONI – ANNA CASO – FRANCESCA DI GIACOMO
in LE STELLE COMETE DEL CAFE’ CHANTANT (Varietà comico musicale nella grande magia del Natale e con il balletto “LA BELLA EPOQUE)

Quando la magia riesce a trasformare il Natale anche in spettacolo, si vuole intendere l’atmosfera e l’allegria che solo il varietà può rappresentare. In uno scenario dove gli artisti trasmetteranno il loro talento attraverso brani ,musiche e scene della grande tradizione napoletana ed internazionale non si dimenticherà mai il vero tema … La comicità sarà espressa attraverso “vecchi” ma mai tramontati strumenti, quali la tombola napoletana, che come vuole la tradizione sarà piccante e… scostumata, facendo divertire il pubblico, coinvolgendolo. Ogni canzone ricorderà le melodie di secoli di questa tradizione, ma mai si sentirà il peso delle epoche, perché tutto sarà trasformato con le frizzanti coreografie e gli originali arrangiamenti musicali in contemporaneità.


Domenica 05 e 12 gennaio
COMPAGNIA TEATRO D’EUROPA
Presenta GLI ALLEGRI CHIRURGHI
di R. Cooney
regia ANGELA CATERINA

Mancano tre giorni a Natale, e nel tranquillo ospedale Sant’Andrea fervono i preparativi per la consueta recita di Natale ma anche per l’importante conferenza annuale Ponsonby, trampolino di lancio per il Dottor David Mortimere, apprezzato e stimato chirurgo.
Tutto è pronto quando irrompe sulla scena l’ex infermiera Jane Tate con una sorpresa che rischia di mandare all’aria le aspirazioni professionali del chirurgo. Inizia così una serie convulsa di bugie, travestimenti e reciproci inganni per cercare di salvare la situazione, in una vorticosa ed esilarante girandola di battute e gags scoppiettanti. Farsa Brillante che scivola tra equivoci e situazioni paradossali.


Domenica 19 gennaio
COMPAGNIA BALAGANCIK
Presenta LUIGI CESARANO
in QUANDO L’AMOUR MEURT
di S. Di Giacomo
regia LUIGI CESARANO

Quand l’amour meurt è, come lo definisce l’autore stesso, un mini dramma. Non si hanno tracce di rappresentazioni dell’epoca, se non il debutto al teatro Mercadante nel 1910 quando l’opera è stata scritta. I personaggi portano dentro l’impossibilità di esprimere il tormento, il disagio, il dramma delle implicazioni esistenziali, dei cambiamenti epocali a cavallo dei due secoli scorsi. Questa condizione è vissuta nei silenzi, negli sguardi smarriti, nei gesti appena accennati e, soprattutto nell’impossibilità del dialogo, che in scena si tramuta in una sovrapposizione di brevissimi soliloqui di tutti i personaggi, come se ciascuno parlasse a se stesso. Nell’apparente semplicità della vicenda, Quand l’amour meurt è un l’opera complessa, un cammeo con una miriade di sfaccettature che poco ha in comune con l’immagine oleografica e stereotipata di Napoli che trapela dalle pur bellissime liriche del Di Giacomo e dei suoi contemporanei. Un’opera da leggere, studiare, amare e soprattutto, vedere a Teatro. Quando l’amore finisce, ci si ritrova soli in una stanza buia, elemosinando un impossibile tepore da un pallido raggio di luna.


Domenica 02 e 09 febbraio
TEATRO D’EUROPA
Presenta SASA’ TRAPANESE – ANGELA CATERINA – LUIGI FRASCA
in VESTIRE GLI IGNUDI
di L. Pirandello
regia LUIGI FRASCA

Ognuno è un’anima nuda e sente la necessità di rivestirsi di un abito di rispettabilità, di qualità apprezzate dagli altri, per dare un senso alla propria vita e sentirsi concretamente qualcosa. Intorno a questo principio, che domina le azioni di Ersilia Drei, si svolge la trama della commedia in tre atti Vestire gli ignudi. La stesura è stata effettuata nell’aprile-maggio 1922. Ersilia per tutta la vita si è sentita un nulla: «non ho mai avuto», afferma, «la forza di essere qualche cosa»; è stata sempre come l’hanno voluta gli altri. Il tenente di vascello Franco Laspiga si fidanza con lei che era governante in casa di Grotti, Console italiano a Smirne, e le dà per breve tempo l’illusione d’essere qualcosa. Ma poi la lascia ed Ersilia cede alle insidie del Console Grotti che la possiede. E proprio per averla distolta – in preda a una torbida passione – dalla vigilanza della figlia, la bambina sale su una sedia e precipita dalla terrazza nel vuoto. Ersilia è ossessionata da questa morte, la Signora Grotti la scaccia. In preda all’orrore per la tragedia vissuta si dà in strada al primo venuto. Lo schifo per la sua miserevole vita la spinge in fine a tentare d’avvelenarsi. All’ospedale, ormai certa di morire, racconta una dolorosa storia d’amore per cingersi in qualche modo d’un alone romantico di martirio: s’è uccisa perché abbandonata dal Tenente di Vascello Franco Laspiga. Un’intera pagina d’un giornale racconta la sua storia tragica, suscitando generale commozione; ma sconvolgendo anche la vita di Franco Laspiga, che preso dal rimorso abbandona la fidanzata che sta per sposare e corre da Ersilia, sopravvissuta all’avvelenamento, per riparare; nonché del Console che ambiguamente fa ampie smentite ai giornali, ma si precipita anche lui da Ersilia per riaverla. Ersilia ne è sconvolta, non vuol ritornare a vivere con nessuno dei due. Dice a Franco Laspiga: «Perché non puoi capire tu questa cosa orribile, d’una vita che ti ritorna, così… come… come un ricordo che invece d’esserti dentro, ti viene… ti viene, inatteso, da fuori… Così cangiato, che stenti a riconoscerlo. Non sai più trovargli posto in te perché anche tu sei cangiato…». La notizia che era stata l’amante di Grotti, sconvolge Laspiga che tratta Ersilia da sgualdrina e fa perdere alla protagonista la pietà dì cui era circondata. Ora la giudicano una donnaccia colpevole della morte della bambina che le era stata affidata. Il continuo mutare dei sentimenti e degli stati d’animo; la presa di coscienza di Ersilia che non vuol essere causa di male agli altri e si ribella al soccorso che le offrono i due uomini. Ersilia aveva tentato di coprirsi «con un abitino decente» inventando la sua morte per amore, ora anche quello le è stato strappato ed è rimasta nuda. Non vuol più sentire e vedere nessuno e conclude il suo nobile soliloquio finale – di grande effetto scenico e di intensa poesia – dicendo ai due pretendenti: «Andate, andatelo a dire, tu a tua moglie, tu alla tua fidanzata, che questa morta – ecco qua – non s’è potuta vestire».


Domenica 23 febbraio
COMPAGNIA DELL’ECLISSE
Presenta QUEI DUE ! (L’ultimo bottone e Tre mesi dopo)
di E. De Filippo libero adattamento Felice Avella
regia MARCELLO ANDRIA

Truffatori per fame e per necessità, più che per autentica vocazione, Giacomo e il nipote Carlino inciampano di continuo nella loro imperizia e, provocando equivoci e disastri a catena, si consegnano inevitabilmente nelle mani delle guardie. Nel collaudato meccanismo a orologeria della farsa, le loro vicissitudini generano quella ilarità stemperata da venature agrodolci che contraddistingue la produzione eduardiana dei primi anni Trenta. Creature in fondo inadeguate, che trascinano la loro esistenza fra disagi e privazioni, Giacomo e Carlino divertirono fino alle lacrime molte platee italiane e, in particolare, il pubblico del Kursaal, palcoscenico della prima grande affermazione del “Teatro Umoristico I De Filippo”, al quale i più autorevoli critici italiani accorsero puntuali ad ogni prima per ammirare l’arte originalissima dei tre figli illegittimi di Scarpetta. Presentato in anteprima al Teatro Palazzo di Montecatini nel luglio del 1931, L’ultimo Bottone sbarcò a Napoli nel febbraio del ’32 (appena due mesi dopo la rappresentazione della versione originaria di Natale in casa Cupiello, dunque) e conobbe un gran numero di riprese fino al 1943. Pressoché unanimi i commenti dei giornali dell’epoca: «Sul canovaccio i fratelli De Filippo han ricamato motivi comici e caricaturali divertentissimi; imponente e austero Eduardo, smarrito e svanito Peppino: con irresistibile effetti d’ilarità e l’uno e l’altro»; «La cronaca registra il solito trionfo»; «…il lavoretto fu ascoltato in mezzo ad una ilarità incontenibile e continua. Superbo fu Eduardo […] e inimitabile apparve Peppino nella smarrita fissità degli sguardi […]: una creazione mirabile». Un successo che si ripetette a Roma, Milano, Torino, Bari, e che indusse Eduardo a riproporre i due personaggi in un’ulteriore vicenda, portando in scena, nel febbraio del 1934, Tre mesi dopo, copione dai più ritenuto smarrito, ma conservato in realtà nell’archivio De Filippo in un unico canovaccio, dattiloscritto e corretto a mano, appartenuto al suggeritore. Ricostruendo, integrando, rielaborando nella sostanza i due inediti testi eduardiani, la riscrittura messa in scena dalla Compagnia dell’Eclissi conferisce loro continuità. Mutua il titolo unitario da un film che il regista salernitano Gennaro Righelli nel 1935 ispirò (molto liberamente) alle vicende dei due sfortunati mariuoli. Rendendo omaggio alla nobile e assai complessa tradizione della farsa su modalità espressive e ritmi contemporanei, lo spettacolo mira a rivisitare con benevola ironia un teatro quasi bidimensionale, con quinte fisse e dipinte, in un allestimento stilizzato e privo di coloriture oleografiche – con gradazioni cromatiche sfumanti dal bianco al nero – e allude a distanza ai primi ‘film parlati’ a cui le commedie umoristiche dei De Filippo facevano da cornice poco meno di un secolo fa.


Domenica 8 e 15 marzo
COMPAGNIA TEATRO D’EUROPA
Presenta SASA’ TRAPANESE – ANGELA CATERINA – LUIGI FRASCA
in SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA SBORNIA
di E. De Filippo
regia LUIGI FRASCA

Pasquale Grifone, borghese napoletano che vive in un basso con la sua famiglia, riceve in sogno la visita di Dante Alighieri. Il poeta suggerisce all’uomo, annebbiato dai fumi dell’alcol, quattro numeri da giocare al lotto, ma sottolineando che essi rappresentano anche la data della sua morte, che avverrà poco dopo la vincita milionaria. L’uomo inizia a comportarsi in una strana maniera. Dopo poco tempo, come aveva predetto Dante, i numeri vengono effettivamente estratti e Pasquale vince una somma considerevole: la felicità dell’uomo è però offuscata dalla profezia della sua morte. L’uomo si comporta in maniera sempre più sconsiderata. E quando arriva il giorno annunciato da Dante, la famiglia si veste a lutto: tutti, ormai, sono convinti che quelli siano davvero gli ultimi momenti di vita del padre di famiglia, anche perché Pasquale sostiene di sentirsi molto male. Si attende soltanto l’ora stabilita (le tredici) e, al suo scoccare, Pasquale, preso dal terrore, sviene ed è considerato morto…


Domenica 29 marzo
Co.C.I.S. – TEATRO 99 POSTI
presentano LA GERUSALATA LIBEREMME
liberamente tratto da “Brancaleone alle crociate” di Mario Monicelli
Adattamento teatrale ELDA MARTINO
regia GIANNI DI NARDO

Durante le crociate, una scalcagnata compagnia di poveri cristi, guidati da un altrettanto improvvisato cavaliere, tenta di raggiungere la terra santa per portare a termine una delicata missione. Partendo dalla sceneggiatura originale del film di Monicelli, edita dal Circolo del Cinema di Modena nel 1989, lo spettacolo rilegge la figura di Brancaleone e del suo seguito, trasformandoli in una galleria di tipi chiamati a rappresentare la commedia umana fatta di guerre, lotte per il potere, amicizia, tradimenti, disillusioni ed amore. Il tutto all’interno di quell’idea di Medioevo – offerta già dal film – e qui riletta e scarnificata grazie anche a un impianto scenografico essenziale e dinamico nella sua costante scomponibilità. Il viaggio di Brancaleone da Norcia verso Gerusalemme è sì il percorso di formazione di un cavaliere, ma, soprattutto, la maturazione di un uomo che, nello scontro con la realtà, vedrà completamente ribaltati i suoi valori di riferimento.


Domenica 19 e 26 aprile
TEATRO D’EUROPA e LA VALIGIA DELL’ATTORE
Presenta CARMINE IANNONE – ANGELA CATERINA – LUIGI FRASCA
in BIANCO COMICO E… NERO!
liberamente tratto da AA.VV. del secolo appena trascorso
regia CARMINE IANNONE

“BIANCO, COMICO e… NERO!” è uno spettacolo metateatrale che mira a conciliare l’innovazione con la tradizione mettendo la prima al servizio della seconda. La sua innovativa e surreale messinscena fa sì che lo spettatore accolga, piacevolmente, la sorpresa, e lo fa attingendo e riadattando attraverso un collage di alcuni testi fondamentali del grande Eduardo e di altri grandi autori del ’900 creando così un inedito spettacolo “comicamente colorato”.Per questo ho puntato su una scenografia scarna costituita da elementi la cui funzionalità è resa assente dal bianco che li neutralizza affinché l’attore, l’unico ad indossare brandelli di costumi di un colore preciso, nel momento dell’interpretazione, ne restituisce vita e vigore. Al centro, infatti, c’è la figura dell’attore, o meglio, “la sacralità dell’attore che nel momento in cui entra nella santità dello spazio scenico deve essere capace di fare accadere qualcosa di speciale” (Grotowsky) Di qui la scelta dell’accoppiamento del colore “bianco e nero” che, come per l’arte figurativa, è servito a poter eliminare il superfluo e ritrovare un’espressività pura.

 

INIZIO SPETTACOLI ORE 18.30
ABBONAMENTO UNICO A 12 SPETTACOLI: Euro 90,00
BIGLIETTO INTERO: Euro 10,00
RIDOTTO (ANZIANI, STUDENTI, CRAL): Euro 8,00

 

FUORI ABBONAMENTO

Domenica 27 ottobre
COMPAGNIA INSTABILE E TRABALLANTE
Presenta L’ULTIMO SCUGNIZZO
di R. Viviani
regia RENATO TIZZANO


Domenica 29 dicembre
ARTETECA TEATRO
Presenta EUGENIO CORSI e CARLO MARIA TODINI
in I CELEBRORESI
regia CARLO MARIA TODINI