RASSEGNA “TEATRO RAGAZZI”
Biglietto 5,00 Euro - ABBONAMENTO 12,00 Euro
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| 06/13 gennaio 2008 |
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| COMPAGNIA TEATRO D’EUROPA presenta |
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| TONNELATAWATT (rinnoviamo le energie) |
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| di M. Di Martino musiche del m° R. Gaudiello |
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| regia di Luigi Frasca |
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| matinè 21/22/23/24 gennaio |
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Rinnoviamo le energie! Ovvero: scegliamo energie rinnovabili.
E’ questo l’invito rivolto ai bambini e ai ragazzi (e agli adulti, perché no?) che assistono allo spettacolo, pensato e realizzato espressamente per loro, nel solco della consolidata tradizione del Teatro D’Europa.
Un altro consumo è possibile, verrebbe da dire. E ce lo mostrano in scena i protagonisti di questa divertente commedia, in mezzo a elettrodomestici di ogni tipo, fumi tossici, plastica, rifiuti, e mostruose e fantomatiche macchine capaci di bruciare quantità enormi di qualunque cosa bruci pur di ottenere anche un solo misero watt di energia elettrica.
Ma i bambini e i ragazzi impareranno che si può consumare meno e meglio, che la terra non è una merce da sfruttare, che per produrre energia ci sono molte altre strade, dall’eolico al solare, dall’idroelettrico al geotermico.
E infine, e soprattutto, ci saranno allegria e divertimento assicurati, tra canzoni e pantomime, invenzioni e comicità, per una piacevolissima giornata a teatro. |
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| 27 gennaio / 03 febbraio 2008 |
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| COMPAGNIA TEATRO D’EUROPA presenta |
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| STORTOLOGIO |
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| di M. Di Martino musiche del m° R. Gaudiello |
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| regia di Luigi Frasca |
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| matinè 04/05/06/07 febbario |
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Lo spettacolo, attraverso la semplicità del teatro e il divertimento della commedia, vuole ricordare a tutti (e innanzitutto ai bambini) che i castelli, le torri, i palazzi, i monumenti di cui abbonda la nostra provincia (nonostante se ne sappia così poco) non dovrebbero essere abbandonati all’inclemenza del tempo, anzi, andrebbero valorizzati e fatti conoscere.
I beni artistici e ambientali non sono un peso da scaricare, e nemmeno una risorsa turistica (non solo, almeno): sono parte della nostra storia.
E dimenticarsene vuol dire dimenticare il nostro stesso passato. |
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| 17 febbraio / 02 marzo 2008 |
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| COMPAGNIA TEATRO D’EUROPA presenta |
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| I PANTALONI D’ORO |
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| di M. Di Martino musiche del m° R. Gaudiello |
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| regia di Luigi Frasca |
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| matinè 03/04/05/06 marzo |
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In un villaggio da qualche parte, in un giorno di qualche tempo, un furto sconvolge
gli abitanti: sono spariti i Pantaloni d’oro, il simbolo della città, i mitici indumenti indossati dall’eroe che fondò il villaggio tanti secoli prima. A memoria d’uomo mai era accaduto un tale sacrilegio. Il furto innesca l’esplosione delle rivalità che tradizionalmente dividono i cittadini in “Sanculotti” da una parte e “Braghettoni” dall’altra. Ciascun gruppo incolpa l’altro del furto ed è pronto a vendicarsi combattendo. Del furto viene però accusato un giovane “Braghettone” che, per discolparsi, dovrà recuperare i pantaloni d’oro e scoprire il vero colpevole. Le prove saranno molte e difficili, ma saranno anche l’occasione per superare i pregiudizi nei confronti dei “Sanculotti” dal momento che sarà proprio una “Sanculotta” ad aiutarlo.La commedia, attraverso un linguaggio semplice, un’atmosfera fantastica, personaggi vivaci e numerose situazioni comiche, racconta un percorso di crescita e conoscenza. I due protagonisti, infatti, torneranno alle loro case molto diversi da come ne erano partiti, perché le difficoltà a cui saranno andati incontro li avranno obbligati a cercare l’uno l’aiuto dell’altro e, soprattutto, a darsi fiducia.
E alla fine il frutto della loro sia pure incerta collaborazione sarà l’aver appreso i valori della
tolleranza, della sincerità, dell’amicizia e del rispetto. |
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RASSEGNA D'AUTORE CLASSICO
Biglietto 10,00 Euro - ABBONAMENTO 25,00 Euro
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| 8/29 febbraio 2008 |
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| COMPAGNIA TEATRO D’EUROPA presenta |
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| LA LOCANDIERA |
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| di C. Goldoni |
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| regia M. Di Martino |
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| matinè 18-19-20 febbraio |
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Un classico del nostro teatro, un esempio perfetto della capacità di Goldoni di divertire il pubblico attraverso un’analisi sottile e attenta dei caratteri.
Il “gioco delle parti”, qui, viene svelato in tutta la sua evidenza: da un lato una donna bella e intelligente, abile locandiera e ottima padrona di casa, capace di far innamorare di sé qualunque uomo; dall’altro un Cavaliere che odia le donne e ha deciso di tenersene più alla larga possibile; in mezzo, una turba di maschere grottesche, marchesi spiantati che si fingono ricchi, ricchi borghesi che si fingono nobili, attricette spregiudicate che si fingono Gran Dame.
E Mirandolina, la locandiera, che tesse i fili di tutti, non potrà che puntare a far innamorare di sé anche il Cavaliere, attraverso una sapiente, “scientifica” applicazione delle arti femminili.
Una commedia del ‘700, ma in verità senza tempo, capace di catturare e coinvolgere il pubblico grazie alla forza di personaggi modernissimi, che più passano gli anni e più sembrano ringiovanire. Beati loro. |
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| 04/11/18 aprile 2008 |
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| COMPAGNIA TEATRO D’EUROPA presenta |
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| IL TARTUFO |
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| di Moliere |
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| regia di M. Di Martino |
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| matinè 14-15-16 aprile |
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Non capita spesso che il nome di un personaggio abbandoni quel personaggio per diventare qualcos’altro, una sorta di significato universale che ognuno intende. Certo, succede solo ai grandi: è successo a Don Chisciotte, a Ulisse, e a chi altri?... Ma a Tartufo, è ovvio! Era un personaggio, Tartufo, il falso devoto, è diventato un aggettivo: il simbolo di un certo modo di fare “tartufesco”, appunto, ovvero ambiguo, scivoloso, ipocrita, eppure tanto più difficile da smacherare, se è vero che le donne protagoniste della commedia dovranno far di tutto per riuscire a far aprire gli occhi ad Orgone, il capofamiglia abbindolato da Tartufo.
Molière descriveva la società francese del Seicento, ma chissà se non sapeva di parlare anche a quelli che sono venuti dopo? Cento, duecento, trecento anni dopo, fino a noi, che ce ne stiamo affacciati sul balcone della nostra epoca a guardare indietro per andare avanti, persi a scrutare nel cuore di personaggi vecchi di secoli per riuscire a capire qualcosa in più di noi stessi. |
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| 02/09/16 maggio 2008 |
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| COMPAGNIA TEATRO D’EUROPA presenta |
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| PENE D’AMOR PERDUTE |
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| di W. Shakespeare |
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| regia di M. Di Martino |
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| matinè 13-14-15 maggio |
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Sarà per la semplicità della sua struttura o per la scarsa “leggibilità” di alcune situazioni tipicamente “elisabettiane”, fatto sta che “Pene d’amor perdute” non è tra le commedie più rappresentate e note di Shakespeare.
Eppure è un testo, per tanti aspetti, molto fresco, vivace, giovane, a partire dal calcolato gioco di specchi tra i protagonisti, quattro ragazzi da una parte, quattro ragazze dall’altra.
I quattro ragazzi, guidati dal giovane Principe di Navarra (una regione dell’antica Francia, ai piedi dei Pirenei), hanno deciso di isolarsi per un certo periodo di tempo nella residenza reale e dedicarsi completamente ed esclusivamente allo studio, secondo un’interpretazione estrema della formazione umana e culturale. E pertanto le donne, che impedirebbero l’elevazione spirituale, dovranno stare lontane dal Regno. Ma la natura, si sa, a volerla sfidare si vendica. E così, guarda caso, capitano nel Regno quattro splendide e avvenenti fanciulle che non possono assolutamente essere mandate via. Come faranno, i giovani, a rispettare il giuramento fatto, a tenere a bada gli istinti e a star lontani dall’amore? |
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RASSEGNA “COMICO 360° + 1”
Intero 20,00 Euro - Ridotto 18,00 Euro
ABBONAMENTO UNICO 150,00 Euro
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| 28 ottobre 2007 |
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| TEATRO D’EUROPA IN |
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| LI NIPUTE DE LU SINNECO |
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con Lucio Bastolla di F. Pinelli tratto
da E. Scarpetta |
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| regia di Gigi Savoia |
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(altre date fuori abbonamento)
27 ottobre - 03/04 novembre |
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"Li nepute de lo sindaco" di Eduardo Scarpetta è uno spettacolo comico, divertente che prende spunto e si basa un un meccanismo molto caro alla pochade francese: il travestimento.
In questo spettacolo, il travestimento da vita a quei meccanismi comici che animano una scena giocata al di là e al di sopra del teatro; è il banco di prova cui Scarpetta fa incontrare ed oppone la quotidianità alla finzione.
La finzione nella finzione, quindi, dove l'attore trova il senso magico dello sberleffo e il personaggio quello antico dell'irrisione. Qui il travestimento denuncia il presente, il provvisorio e, allo stesso tempo, restituisce al teatro la sua diversità.
Due fratelli, un maschio e una donna, si invertono nei ruoli. L'uno nei panni dell'altra si presentano al loro unico zio, il sindaco appunto. Da questo travestimento prendono spunto e nascono una serie di equivoci che divertono e coinvolgono il pubblico. Non mancano ovviamente i colpi di scena. La versione che noi presentiamo è una riduzione di. Franco Pinelli che, pur lasciando inalterata l'ossatura drammaturgica scarpettiana, risulta più scorrevole e adatta a un pubblico contemporaneo che vuole ridere e divertirsi con una comicità garbata e allo stesso tempo elegante e coinvolgente. |
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| Quest’anno sono 100 anni dalla nascita di Nino Taranto. Il nipote attraverso questo spettacolo racconterà la storia di un uomo e di un artista attraverso 100 anni d’Italia. Si parlerà, si canterà, si racconteranno aneddoti, tutto come fosse una bella favola. Favola nella quale spesso sarà presente anche Carlo Taranto. |
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| 02 dicembre 2007 |
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| D. Frediani e P. Rispo presentano |
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| MORTE DI CARNEVALE |
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| di R. Viviani |
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| regia Salvatore Ceruti |
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Viviani ha prepotente il senso del teatro, unito ad una facoltà di penetrazione dell’animo umano davvero singolare. I personaggi, i tipi sono disegnati a larghi tratti e, poi, ricavati nelle sfumature con sottile abilità. Il suo segreto di teatrante è una foga irresistibile nel suscitare da ogni movimento scenico, da contrasti melodrammatici o colti sul vivo, da atteggiamenti psicologici o da macchie di colore, un ininterrotto divertimento di sorprese, di emozioni e di fantasia. “La morte di Carnevale” è tra le commedie più fortunate dell’autore. Una commedia in tre atti ambientata negli anni trenta. Pasquale Capozzi, soprannominato Carnevale, e un uomo malato, vecchio, lercio, sgradevole nell’aspetto e nei modi. Vive prestando soldi con l’interesse è, dunque, un usuraio, detestato da tutti. Ha un’amante; ‘Ntunetta e un nipote; Rafele. ‘Ntunetta, sua serva, negli anni e diventata la sua amante, ma in effetti, continuando a fargli da serva, praticamente ha sacrificato la sua vita a lui per, quasi, niente in cambio, lui, non l’ha nemmeno sposata. Il nipote, Rafele, vive d'espedienti e cercando di sfruttare, con pretesti e bugie, qualche lira, approfittando di quel barlume di affetto che, forse, l’avaro zio nutre nei suoi confronti. Quando Carnevale sta per morire, ‘Ntunetta e Rafele, lo sollecitano con cure e amorevolezze, ancor di più, confidando, ognuno dei due, per conto proprio, nell’eredità.
Il rione partecipa alle cure dell’odiato usuraio, si presta a favori, pur di carpire, dalla porta aperta della casa di Carnevale, notizie e pettegolezzi. In fondo il pettegolezzo di quartiere di allora, era la soap opera televisiva di oggi e questo è un aspetto che registicamente è preso, molto, in primo piano e principalmente nel secondo atto quando Carnevale muore. La sua fine è una liberazione per tutti, tanto da diventare, quasi, una festa, con pranzo. Il secondo atto è puntato sulla piazza. Ora è il quartiere in primo piano, come ripreso da un obiettivo grand’angolare che va ad inquadrare i tipi e i personaggi. Questi ultimi, vengono fuori ancora più presenti e protagonisti a rendere il susseguirsi delle scene divertenti e gustose. ‘Ntunetta l’amante e Rafele il nipote, delusi di essere stati diseredati da Carnevale, decidono di sposarsi. Questo loro rapporto, ancora, segreto alle orecchie, curiose, del quartiere, sarà motivo, nel terzo atto, di situazioni comiche. Fin quando il guardiano del cimitero non verrà a comunicare, loro, che Carnevale non è morto ma si è trattato di morte apparente. Ecco che la storia si collega alla famosissima festa di cui la morte è un elemento centrale. Carnevale, simbolicamente, non può morire. L’obiettivo del regista, metterà in primo piano la miseria di sentimenti dei personaggi che la mano prolifica di Raffaele Viviani ha magistralmente disegnato.
La commedia e in due atti e passa da momenti divertenti, "pittoreschi a scene esilaranti. Oltre ai protagonisti che sono: ‘Ntunetta, Carnevale e Rafele,
si avvale di tanti altri personaggi e tipi, come: il cantante, don Federico, donna Peppina, don Gennaro, Nannina, il becchino, donna Filumena, Sisina, la signora, donna Vicenza, don Andrea e altri.
Quindici attori per venti straordinari e divertenti personaggi. |
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| 09 dicembre 2007 |
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| TEATRO D’EUROPA IN |
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| QUESTA E’ LA RIVOLUZIONE |
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| di M. Di Martino musiche del m° M. Buonavita |
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| regia di Luigi Frasca |
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(altre date fuori abbonamento)
08 dicembre - 15/16 dicembre |
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A grande richiesta ritorna in un nuovo allestimento l’evento teatrale della scorsa stagione: la prima commedia musicale completamente irpina.
Un giovane e affiatato cast di attori e cantanti, otto splendide canzoni originali, un corpo di ballo di bravissimi danzatori, preziosi costumi d’epoca, suggestive scenografie, una storia avvincente di amore, guerra, riscatto. Una storia che è quella della nostra terra, una storia che è la nostra.
Nel 1799, in un’Irpinia messa sottosopra dal clamore delle idee rivoluzionarie della Repubblica Napoletana, gli abitanti di un villaggio, infestato da una sconosciuta malattia delle viti, provano a ribellarsi alla Baronessa locale, la cui autorità non tollera proteste, tantomeno da parte della ribelle nipote giacobina. Ma l’arrivo di un “empirico spagirico”, venditore ambulante di strani medicamenti, cambierà tutto.
Una novità assoluta per due ore di grande spettacolo, musica, e divertimento. |
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| 20 gennaio 2008 |
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| Ugo Piastrella presenta |
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| DITEGLI SEMPRE DI SI |
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| di E. De Filippo |
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| regia di Ugo Piastrella |
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Il testo, uno dei primi di Eduardo, pur se scritto in una fase sperimentale del grande drammaturgo napoletano, in una contaminazione originale tra tradizione sancarliniana e teatro pirandelliano o “grottesco”, meraviglia per alcune situazioni forse più apprezzabili oggi, che non nell’epoca in cui sono state scritte.
Esso sottolinea il problema della “comunicazione difficile”. Il protagonista Michele con il candore infantile, l’inclinazione visionaria cerca, invano, testardamente, la comunicazione coi sani. Egli rifiuta il linguaggio elaborato dalla società, pieno di doppi sensi e falsità, e si inventa un linguaggio privato. L’opposizione fra pazzi e sani è quella corrente, non un concetto (come in Pirandello), né una finzione, ma una convenzione concreta, quotidiana.
La commedia parte da toni semplici per salire verso i più alti gradi dell’ilarità, sfiorando la farsa, con momenti esilaranti come la scena della recita della poesia cimiteriale, che appare come una parodia dell’ermetismo, fino al patetico tentativo del protagonista di scambiare il suo ruolo di pazzo vero con quello del suo alter ego predestinato, in un gioco condotto fino all’estremo limite del grottesco, in un finale tragicomico che porta alla “follia della comicità”. |
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| 10 febbraio 2008 |
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| COMPAGNIA ERAS presenta |
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| TERAPIA DI GRUPPO |
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| di C. Durang |
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| regia Franca Draghetti |
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Ho voluto affrontare questa commedia brillante di Christopher Durang, scritta nei primi anni ’80, in quanto risulta ancora squisitamente attuale. Propone con sintetica ironia una certa crisi esistenziale che colpì quei newyorkesi di Manhattan, tanto amati, dissacrati e raccontati anche da un celebre autore come Woody Allen. La divertente instabilità, sessuale ed emotiva, dei personaggi di Terapia di Gruppo non è molto lontana adesso dalle problematiche di molti uomini e donne dell’Italia del nuovo millennio.
Finalmente nel nostro paese si possono affrontare argomenti che prima erano quasi tabù e una commedia del genere aiuta, col sorriso sulle labbra, ad affrontarli e mitigarli in modo costruttivo. I protagonisti della storia, Bruce e Prudence, scoprono tutte le loro debolezze e incertezze, amplificate dai loro rispettivi sciagurati psicologi. Infatti l’idea di stigmatizzare con acume grottesco il mondo della psicanalisi è una delle trovate di Durang che più mi hanno intrigata, oltre al comico dissidio bisessuale del povero Bruce che, nonostante attratto dagli uomini desidera di sposare una donna (...la fragile e spossata Prudence) che gli darà sicuramente quell’agognata stabilità che non ha. |
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| 24 febbraio 2008 |
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| BOTTEGA SAN LAZZARO presenta |
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| IL MEDICO DEI PAZZI |
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| di E. Scarpetta |
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| regia Matteo Salsano |
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Lo spettacolo “Il medico dei pazzi” proposto dalla compagnia Bottega San Lazzaro parte dal presupposto di regalare qualche ora di svago, di evasione, di puro divertimento. Per riuscire ad ottenere questo risultato si è lavorato oltre sul carattere dei personaggi, sui tempi della recitazione e sul ritmo, incalzante già dal primo atto, un vortico giocoso nel quale viene coinvolto, lo spettatore come in una giostra.
Messa in scena semplice, essenziale, dove l’attore deve lavorare per davvero in quanto deve sostenere tecnicamente ogni battuta, ogni movimento senza mai strafare ne eccedere. In breve la trama: Tre sorelle zitelle, la bigotta Annina depositaria di miracolose predestinazioni, l’autoritaria e scettica Elisabetta, la muta Maria protagonista di un prodigioso evento, vivono in un angusto basso tra taglienti pettegolezzi e spicciole professioni di fede, dal culto della madonna all’esaltazione della verginità. |
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| 09 marzo 2008 |
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| Giacomo Rizzo presenta |
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| CI PENSA MAMMA’ |
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| di G. Di Maio |
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| regia Giacomo Rizzo |
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Una commedia brillante tra le migliori scritte da Gaetano Di Maio, nella sua lunga carriera di autore e commediografo.
Rappresentata a Napoli, al Teatro Sannazzaro. Rimase in cartellone per tre mesi riscuotendo sia dal pubblico che dalla critica ottimi consensi. Il successo riportato negli anni ’80 mi convinse di riproporla nel 1995, anche in quella stagione teatrale fu molto applaudita.
La trama di questa esilarante commedia è veramente particolare. Una mamma muore in giovanissima età e lascia tre figli. I quali per volere della stessa, vivono tutti nella casa materna, da lei lasciata in proprietà. Anche da morta lei è presente in casa continuando a dare ai propri figli: direttive, consigli e addirittura ordini, insomma la fa da padrona. Tutto ciò provoca piccoli litigi e disagi in famiglia, ma anche momenti di grande divertimento. In questo lavoro teatrale ci sono tutti gli ingredienti della vera commedia tradizionale nel senso più nobile della parola. Si alternano momenti grotteschi, comici, talvolta commoventi. Questa commedia diede al sottoscritto un notevole successo personale. Nell’edizione che andò in scena nel ’95 nei curai l’adattamento e la regia. Il mio personaggio è Bernardino, un ragazzino di 55 anni, buono, candido, sprovveduto ma, sorprendentemente intelligente. Si può immaginare cosa combina vivendo in questa famiglia così particolare. Anche in questa edizione ne curerò la regia e ne darò un taglio più attuale...
Il pubblico che mi segue da tanti anni e che mi è affezionato, mi chiede di rimetterla in scena. Eccovi accontentati. E come si dice a dei veri amici Venitemi a trovare, non mancate. Evviva il TEATRO. |
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| Spettacolo, rigorosamente live, di suoni canti e balli etnici-popolari (tamburiate, pizzichi, tarantelle, canti del brigantaggio ecc.) con contaminazioni ritmiche e sonore del mediterraneo contornato da giochi di fuoco; percussioni e strumenti musicali caratteristici; balli tradizionali; costumi e scenografie da impatto. Lo spettacolo ha una durata complessiva di due ore e trenta circa. |
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| 13 aprile 2008 |
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| TEATRO D’EUROPA IN |
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| MEGLIO TARDI CHE ADESSO |
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| di M. Di Martino |
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| regia di Luigi Frasca |
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(altre date fuori abbonamento)
12 aprile |
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E’ bello vivere in una grande città.
Soprattutto quando sei un giovane di successo. Soprattutto quando vivi in un appartamento tutto per te a spese dei tuoi genitori. Soprattutto quando questi non sanno assolutamente nulla di quello che combini. E soprattutto quando passi il tempo saltando in internet da una donna all’altra.
E’ bello vivere in una grande città.
E se poi, all’improvviso, ti capita il classico granello di sabbia che fa saltare tutto l’ingranaggio? E se poi, all’improvviso, ti si presenta a casa una sorellina “schizzoide” in fuga dal fidanzato? E se poi, all’improvviso, salta fuori un amico depresso, e una ragazza indecisa? E se poi...
E’ ancora così bello vivere in una grande città?
Una commedia nuova, divertente, mai banale, che si diverte a giocare con i sentimenti di sempre (amore, gelosia, rabbia) e le nuove manie (internet, il sesso, la fama) accumulando equivoci e personaggi in un intreccio coinvolgente di situazioni e caratteri. |
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