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LO STORTOLOGIO
Lo spettacolo, attraverso la semplicità del teatro e il divertimento della commedia, vuole ricordare a tutti (e innanzitutto ai bambini) che i castelli, le torri, i palazzi, i monumenti di cui abbonda la nostra provincia (nonostante se ne sappia così poco) non dovrebbero essere abbandonati all'inclemenza del tempo, anzi, andrebbero valorizzati e fatti conoscere.


FRANCESCA DA RIMINI
La “Francesca da Rimini” di Antonio Petito è tra le farse più esilaranti che il panorama drammaturgico napoletano, ancora oggi, può offrire.
Quella del Petito non è, però, l’unica parodia che s’ispira all’omonima tragedia scritta da Silvio Pellico.
Ve ne è un’altra, inedita, poco nota, elaborata dal grande attore-autore Eduardo Scarpetta.
I motivi e le ragioni che spinsero Scarpetta ad elaborare una nuova parodia ispirata alla Francesca da Rimini non si conoscono. A parte il prologo, riscritto ex novo, la vera novità introdotta nella “sua” Francesca consiste nella citazione dei versi originali di Silvio Pellico ai quali Petito, forse per ragioni storico-sociali, accenna superficialmente, vero fulcro intorno al quale ruota tutta la parodia.
Lo spettacolo che presentiamo è il risultato della fusione di queste due farse.
Il primo atto, per metà inedito scritto da Lucio Bastolla, si fonde con quello Petitiano. Nel secondo atto, invece, prevale la versione Scarpettiana, quella cioè, dedicata alla parodia vera e propria.
Nel nostro allestimento, si è anche trasferita l’azione scenica, non più in un teatro ma in uno stabilimento balneare degli inizi del ‘900.
Tra cabine e ombrelloni, una sgangherata compagnia teatrale, scritturata per intrattenere i bagnanti con le loro farse, suo malgrado, è costretta a mettere in scena la tragedia di Pellico.
Inizia la prova e i nostri poveri comici s’imbattono in un ostacolo per loro quasi insormontabile: la lingua italiana.
Risultato? Uno spettacolo dove si ride tanto e di gusto, pieno di gag, situazioni comiche e battute esilaranti.
Una perfetta macchina scenica nella quale tutti i personaggi concorrono a creare una vorticosa spirale di comicità che trascina gli spettatori in un “continuum” d’ilarità e di divertimento.
Coinvolgimento e buon umore è la miscela scelta per questo spettacolo e se è vero che ridere fa buon sangue… Ridere! Ridere! Ridere!


LO MARITO SCORNATO
L’autore, Tato Russo, racconta in modo esilarante la disavventura, avvenuta fra il ‘700 e l’800 che vede protagonista un contadino di Marigliano di nome ‘Mbruoso. Questi, con il suo lavoro aveva accumulato molti soldi, tanti, da diventare agli occhi di tutti un ricco fattore. A quel punto per darsi anche un tono aristocratico, prendeva in moglie una ragazza nobile di nome Angelarosa, figlia del Marchese dei Commacecampacoppa e della Marchesa dei Commaceprode, ma...
Il regista Massimo Sorrentino (attore professionista dal 1989 ed alla terza regia) ambienta l’inizio della commedia ai giorni d’oggi, per poi calarsi magicamente in quel remoto passato.
Lo spettacolo inizia con un balletto, una ragazza che si trova per caso in un posto di campagna, dove vi è una fattoria ormai disabitata e abbandonata, intravede sotto una grande quercia un libro, lo sbircia, ed è proprio in quel momento che...


MASCHERE NUDE
Anche nei lavori più apparentemente naturalistici, persino in un bozzetto comico come “Cecè”, serpeggiano inquietudini e malesseri raggelati da una luce fredda che mi fa pensare ai quadri di Munch. E così la “morsa” ad esmpio, che parte come banale storiella di “corna” si pietrifica nell’angoscia della condizione umana di tre personaggi bloccati nella “morsa” dell’esistenza, senza alcuna via di uscita, quasi prefigurando quel “L’inferno siamo noi” che Sartre teorizza nell’atto unico “Porte chiuse” e diviene, anche,discorso sulla condizione della donna in una società chiusa, rigida e repressiva. Così, la condizione della malattia ne “L’uomo dal fiore in bocca”, diviene metafora rassegnata e divertita della malattia di tutta la società. Così la crisi di identità, per quanto divertita e divertente di “Cecè”, che “vive sparpagliato in centomila…” diviene metafora di una crisi di identità di tutta una società che ha smarrito il senso della solidarietà, della fratellanza, dei valori morali veri.


PIRAMO E TISBE
Il lavoro nasce a una ricerca che l’autore porta avanti da molti anni sull’autentico teatro popolare, identificato nel grande teatro di Shakespeare, Moliére, Cervantes, Petito e nella “commedia dell’arte”, piuttosto che nel finto teatro popolare, in realtà piccolo-borghese, di molti autori, a torto considerati “popolari”, quali ad esempio Scarpetta o Eduardo o Pirandello.
Partendo quindi dal tentativo di recuperare il vero e autentico teatro popolare, questo testo prende le mosse da spunti tratti da Shakespeare e da Petito.
Nel “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare c’è la storia di alcuni poveri artigiani che si trovano a dover allestire, quasi loro malgrado, uno spettacolo; in Petito, invece, c’è la storia di una povera compagnia di guitti, vittima di un incidente di carrozze che mette in forse la possibilità di andare in scena. Fondendo insieme questi due spunti, la storia racconta le disavventure di un gruppo di attori filodrammatici costretti dalla necessità ad inventare uno spettacolo a tutti i costi e tra mille difficoltà.


QUEL RAGGIO DI LUNA


LA BOTTEGA DEL CAFFE'


LA DAMA DELL'ACQUA

 


LO STORTOLOGIO
di Mirko Di Martino
con:
Ilaria Scarano
Chiara Mazza
Roberto Galluccio
Luigi Frasca
Sofia Liberale
Roberto Romano
Angelo Sateriale
regia di Luigi Frasca


Teatro d'Europa e L'Illusion comique in
FRANCESCA DA RIMINI
liberamente tratto da Antonio Petito e Eduardo Scarpetta
con:
Lucio Bastolla
Luigi Frasca
Pasquale Colabene
Roberto Galluccio
regia di Lucio Bastolla


Massimo Sorrentino in
LO MARITO SCORNATO
di Tato Russo
con:
Simona Esposito
Andrea Manferlotti
Maria Zinno
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MASCHERE NUDE
Tre atti unici di Luigi Pirandello
con:
Lucio Bastolla
Luigi Frasca
Chiara Mazza
regia di Mario Santella


PIRAMO E TISBE
di Mario Santella
con:
Massimo Sorrentino
Luigi Frasca
Ilaria Scarano
......
regia di Mario Santella


QUEL RAGGIO DI LUNA
di Ermanno Carsana
con:
Anna Coluccino
Laura Ferraro
Carmine Iannone
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Massimo Sorrentino in
LA BOTTEGA DEL CAFFE'
di Carlo Goldoni
regia di Gigi Savoia


LA DAMA DELL'ACQUA
di M. Miscia
regia di Luigi Frasca

 

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